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Negli ultimi due anni, segnati dalla crisi sanitaria, l’economia italiana ha subito un brusco calo ma ha potuto contare sull’appoggio di un’economia troppo spesso dimenticata, ovvero quella del terzo settore.

Il terzo settore è spesso considerato come marginale nel nostro paese, ma con il valore di 80 miliardi possiamo affermare che contribuisce al 5% del pil nazionale.

Il terzo settore sta pertanto diventando la quarta economia italiana.

Un altro dato interessante viene dall’ultimo censimento ISTAT che he annovera “350.492 istituzioni non profit, (+2,05% rispetto al 2016, +48,99% sul 2001), che impiegano 844.775 dipendenti (+3,9% sul 2016, +72,92% sul 2011). Più in dettaglio aumenta il peso delle istituzioni non profit rispetto al complesso del sistema produttivo nazionale (dal 5,8% del 2001 all’8,0% del 2017), ed aumenta il peso anche in termini di numero di dipendenti (dal 4,8% del 2001 al 7,0% del 2017). Inoltre, rispetto al 2016, la crescita del numero di istituzioni risulta più sostenuta al sud (+3,1%), rispetto al nord-ovest (+2,4%) e al centro (+2,3%)”.

*Articolo 1 Riforma del Terzo Settore

Il Terzo Settore è il complesso degli enti privati costituiti per perseguimento senza scopo di lucro di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attivitò di interesse generale.

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