ll Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall’Italia all’Unione Europea, prevede investimenti, a cui sono allocate risorse per 191,5 miliardi di euro finanziate attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e per 30,6 miliardi attraverso il Fondo complementare istituito con il Decreto Legge n.59 del 6 maggio 2021 a valere sullo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.
Il totale dei fondi previsti ammonta a di 222,1 miliardi.
Mission
Promuovere la trasformazione digitale dei processi produttivi, supportando gli investimenti per l’innovazione del paese.
Vision
Produrre un paese resiliente e sostenibile.
ll PNRR si articola in 6 missioni e 16 componenti
Le 6 missioni chiave che sono:
M1 “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” – 49 miliardi
M2 “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica” – 68,6 miliardi
M3 “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile” – 31,5 miliardi
M4 “Istruzione e Ricerca” – 31,9 miliardi
M5 “Inclusione e Coesione” – 22,6 miliardi
M6 “Salute” – 18,5 miliardi
Il PNRR e le opportunità per gli Enti del Terzo Settore
L’impostazione generale del PNRR corrisponde ad alcune sensibilità di fondo del terzo
settore e in generale di chi opera nel sociale, per almeno due fattori.
Il primo è il riconoscere alla coesione sociale un valore trasversale nel consentire e
orientare lo sviluppo; risulta ormai chiaro che nel programmare il rilancio del Paese sia
necessario assicurare la coesione della nostra società (Missione 5) e non solo limitarsi
agli aspetti economici e produttivi.
Il secondo fattore è la scelta di uno sviluppo buono, umano e sostenibile, come si evince
ad esempio dall’attenzione ai temi ambientali (Missione 2), istruzione ( Missione 4) e
inclusione ( Missione 5).
Uno sviluppo quindi non fatto meramente di crescita del PIL, ma ispirato ad un’idea più
ampia di sostenibilità.
Il PNRR e le criticità per gli Enti del Terzo Settore
In linea di principio, stando a quanto esposto fino ad ora, i cosiddetti ENTI DEL TERZO SETTORE , potrebbero e dovrebbero trovare risorse economiche in tutte le missioni del Piano, ma la difficoltà spesso è nell’accedere alle risorse stanziate.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza raccoglie una cifra superiore a quella di tutti gli altri fondi e programmi europei, concentrata in un periodo di esecuzione più ridotto. Queste caratteristiche fanno del PNRR un “tesoro” dedicato prioritariamente ai grandi progetti strategici infrastrutturali, la cui rapidità di esecuzione lascia poco tempo ai passaggi necessari ad una progettazione “micro” da parte delle piccole organizzazioni del Terzo Settore, come avviene ad esempio per i bandi dei Fondi Strutturali.

